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I Migliori Vini Italiani pupazza-frascatana
Pupazza di Frascati

Pupazza di Frascati

Quella della Pupazza frascatana è un’antica tradizione che appartiene al mondo contadino ed in particolare al momento della vendemmia.

C’era un tempo in cui la vendemmia era un’attività che coinvolgeva l’intera famiglia, in particolare le donne che impegnate nella raccolta dell’uva, spesso avevano poco tempo per assolvere ai loro compiti di madri. Ogni famiglia si serviva dunque di una balia per accudire i bambini durante l’assenza delle madri lavoratrici.

 

La Pupazza sarebbe proprio la raffigurazione della balia: una sorta di super donna dotata di tre seni, due per il latte ed uno per il vino, con cui sembra che alleviasse il pianto dei bambini.

 

Altra interpretazione della tradizionale Pupazza, la vuole invece protagonista dei pomeriggi in osteria: dopo una giornata di faticosa vendemmia, gli uomini si ritrovavano nelle fraschette ed accompagnavano il bere con la Pupazza. Ciò permetteva loro di non assumere grandi quantità di dolci, poiché la Pupazza essendo a base di sola farina e miele d’acacia, poteva essere consumata con tempi lunghi, vista la sua dura consistenza.

Oggi, aldilà delle singole interpretazioni, la Pupazza continua ad essere per Frascati simbolo di abbondanza e prosperità, con quel seno in più da cui sgorga il nettare di Bacco, simbolo per eccellenza della ricchezza del territorio e motivo per il quale è possibile trovarla esposte in vendita in quasi ogni negozio del Paese.

 

 

Cosa sono i Bibanesi? Per chi lavora nel mondo del vino o frequenta l’ambiente enoico, i Bibanesi vogliono dire inevitabilmente “i migliori compagni di degustazione”.

Difficile dare una definizione univoca a questi stuzzicanti, gustosi prodotti che da anni ormai accompagnano le degustazioni, mantenendo assieme ad un carattere discreto e poco invasivo, una croccantezza ed un’appetibilità peculiare.

Sostitutivi del pane, modellati e stirati a mano ed ottenuti con olio extra vergine di oliva 100% italiano, questi panetti/grissini riposano per oltre 18 ore in modo da ottenere una completa lievitazione, caratteristica di un metodo tradizionale di produrre pane.

E’ infatti da un’antica tradizione nel campo della panificazione veneta che nascono i Bibanesi, prodotti senza l’uso di conservanti alimentari, additivi chimici, emulsionanti, miglioratori per panificazione. L’assenza di tali componenti (pur consentiti dalle normative vigenti), unitamente alla ricchezza degli ingredienti utilizzati, offre la misura della genuinità di prodotti alimentari artigianali come i Bibanesi.

Il processo produttivo ha alla base una severa selezione di tutte le materie prime e degli ingredienti, che avviene in una prospettiva di rigorosa comparazione delle qualità e delle caratteristiche proprie di ogni singolo ingrediente, necessariamente certificato.

I Bibanesi il prossimo 16 e 17 Marzo, accompagneranno anche il pubblico del Sensofwine nel percorso di degustazione dei migliori vini e cibi dell’Emilia Romagna presso il Palazzo del Governatore di Parma.

 bibanesi

www.bibanesi.com