Si è svolta a Roma al salone delle Fontane dell’Eur la 25esima edizione dei Migliori Vini Italiani di Luca Maroni.
L’evento ideato da Francesca Romana, Ceo di Sens Eventi, e Luca Maroni analista sensoriale di fama internazionale e autore di numerose pubblicazioni nonché della voce “degustazione del vino” sull’Enciclopedia Italiana Treccani.
 
Ad aprire l’appuntamento, come ogni anno, la serata di Gala, riservata alle istituzioni e ai produttori, dove le aziende con le menzioni più alte sono salite sul palco per ritirare il proprio attestato di eccellenza. La kermesse dedicata alla qualità della produzione vinicola del nostro Paese ha accolto esperti e winelovers per un vero e proprio viaggio sensoriale, calice dopo calice, che, come ogni anno, ha visto banchi di assaggio, degustazioni libere e illimitate, laboratori di approfondimento su diversi aspetti dell’universo enologico, dai dealcolati al metodo spumantistico, e workshop gastronomici.
 
Ogni visitatore, infatti, ha avuto la possibilità di creare il percorso degustazione seguendo i propri gusti, rendendo così l’esperienza personale e profonda. Senza schemi predefiniti, anche grazie all’ausilio di chiari e semplici supporti come il compendio “Appunti sul vino” che incentiva a segnare, per oggi assaggio, giudizi e sensazioni. Questo perché, secondo Luca e Francesca Romana Maroni, la curiosità di scoprire e sperimentare nuovi sapori non deve avere barriere.
 
A sollecitare l’interesse dei partecipanti, inoltre, si sono svolti degli inediti laboratori ideati per fornire spunti di confronto, per analizzare aspetti interessanti dell’enologia e per conoscere da vicino specialità gastronomiche regionali con caratteristiche uniche e storie familiari di eccellenza e resilienza. Novità di questa edizione de I Migliori Vini Italiani è stato l’approfondimento dedicato ai vini dealcolati che nelle ultime settimane hanno tanto fatto parlare in occasione dell’approvazione del decreto interministeriale sulla tassazione della loro produzione.
 
L’obiettivo di Maroni di fare chiarezza sui low alcool e no alcool che, nonostante la continua crescita di richiesta sul mercato globale, suscitano numerosi dubbi: “​​È come una nuova frontiera da esplorare, senza pregiudizi e con grande curiosità, dice Luca Maroni. Si riuscirà a produrre dealcolati con indici di piacevolezza analoghi ai vini convenzionali? Per il momento ancora no, ma valutare lo stato dell’arte è comunque stimolante e interessante”. “Mai stato così alto lo standard qualitativo di tutte le denominazioni e tipologie di vino italiano, in particolare quello dei vini più economici e ad alta tiratura. Quanto a rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità, il vino italiano compete ai massimi livelli nel mondo”. “Questo perché, come specifica lo stesso Maroni nella prefazione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2026, mentre le etichette più blasonate hanno raggiunto prezzi da capogiro, gli appassionati di buon vino, grazie al Rinascimento Enologico Italiano iniziato negli anni ‘80, possono acquistare oggi bottiglie di eccezionale qualità analitica e sensoriale, a prezzi molto competitivi”.
 
La manifestazione, come ogni anno, è stata animata anche da focus, a cura di Francesca Maroni, su alcuni prodotti gastronomici in degustazione che esprimono appieno le tradizioni più autentiche del nostro territorio. Tra questi, il pecorino romano e il pane, di cui l’Italia è ricca di tipologie e varietà; il guanciale ma anche il salame (corallina e Aquila) e la spianata: tutti prodotti da piccole aziende che, con il loro lavoro e la loro dedizione artigiana, portano alta la bandiera della gastronomia d’eccellenza italiana.
 
Pubblicato su Cronache di Gusto, Autore Marco Sciarrini